Polski cmentarz wojenny w Casamassima

Il cimitero militare polacco di Casamassima, in provincia di Bari, custodisce le tombe dei 429 soldati polacchi caduti nei combattimenti lungo la Linea Gustav sul fiume Sangro o deceduti negli ospedali militari di Casamassima, Bari e Napoli, a seguito delle ferite riportate nelle battaglie della campagna d’Italia. Oltre a questo si ricordano in Italia i cimiteri militari polacchi di Montecassino, Loreto e Bologna. Il cimitero di Casamassima, con pianta rettangolare, è l’unico a non essere diviso in settori interni. Questo significa che le tombe ortodosseebraiche e musulmane si trovano insieme a quelle cattoliche, a riprova del fatto che tra i soldati del 2º Corpo le differenze di religione non avevano importanza. Al centro si trova un altare con l’immagine della Madonna della Porta dell’Aurora di Vilnius e l’iscrizione in latino NE VI IUS OPPRIMATUR FORTITER ET NOBILITER CECIDERUNT (Non distrutti dalla forza della legge, caduti coraggiosamente e nobilmente). Un elemento caratteristico è anche il cancello principale con i simboli del 2º Corpo, le date 1943-1946 (quando i soldati vennero sepolti nel cimitero) e una citazione in latino tratta dalla seconda lettera di San Paolo a Timoteo: BONUM CERTAMEN CERTAVI, FIDEM CONSERVAVI – IDEO REPOSITA EST MIHI CORONA IUSTITIAE (Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia). In questo cimitero fu sepolto il comandante della difesa di Westerplatte, morto nell’agosto 1946, maggiore Henryk Sucharski, che dopo la fine della guerra fu nominato comandante del 6° Battaglione Fucilieri dei Carpazi. Nel 1971 i resti del comandante furono riesumati e trasferiti in Polonia e l’urna contenente le sue ceneri fu sistemata  a Westerplatte. Ogni anno il 2 novembre nel Cimitero Militare Polacco, sito sulla S.S.100, ha luogo la tradizionale cerimonia commemorativa in suffragio dei militari polacchi deceduti.

Storie che meritano di essere raccontate – Jadwiga Tarajkowska Wilczynska ha impiegato settant’anni per ritrovare la tomba di suo padre, Franciszek, soldato polacco assistente sanitario, sepolto nel cimitero polacco di Casamassima nel lontano 1 ottobre del 1946. Ricorda ancora il giorno in cui a casa sua, in Polonia, arrivò una lettera spedita da una infermiera, tramite la Croce Rossa Italiana. Aveva dieci anni Jadwiga all’epoca. Davanti alla tomba di suo padre, dove l’abbiamo incontrata, non ha potuto trattenere l’emozione, le sue lacrime di tristezza per non aver più rivisto suo padre tornare a casa, ma anche di gratitudine nei confronti di suo marito e i suoi figli per averle regalato questo viaggio in Italia, una sorpresa per il suo onomastico, il 15 ottobre scorso. Ci ha toccato il cuore, perchè Jadwiga ha ancora negli occhi l’espressione di quella bambina di dieci anni che sentiva la mamma leggere, davanti a un camino acceso, con i suoi fratellini e parenti, due righe sintetiche ma tragiche: “volevamo informarla che suo marito, Tarajkowski Franciszek, ammalatosi nella città di Trani, curato nell’ospedale di Bari, è ora sepolto nel cimitero polacco di Casamassima”. La famiglia di Jadwiga ha espresso la sua riconoscenza per la sensibilità di Żaneta Nawrot, che con le sue ricerche storiche e genealogiche è riuscita a mettere in contatto il Comune di Casamassima con i familiari del soldato defunto polacco. Franciszek Tarajkowski prima di arrivare in Puglia, era stato prigioniero di guerra dei Russi, successivamente spedito in Siberia, scelse di arruolarsi tra i soldati nel 2° Corpo del comandante Anders. Libia, Iraq, Africa, Italia, dove appunto morì, come riferisce la figlia Jadwiga, per intossicazione.

Un luogo particolare e simbolico, una testimonianza di valore che questi soldati hanno lasciato a noi e alle generazioni future. Il nostro dovere è di rendere il loro insegnamento proficuo e sempre vivo.

Si ringraziano: Żaneta Nawrot, presente su Casamassima con l’associazione culturale italo-polacca “Piccola Polonia”. Grazie alle sue ricerche e comunicazioni la signora Jadwiga ha ritrovato la tomba di suo padre Francisze. Per le fotografie dell’articolo Carlo Spinelli. Per la traduzione in polacco Anna Prucnal, nipote di Jozef Prucnal, eroe civile che salvò tante vite ebree in Polonia.

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