Le cicerchie

La cicerchia è un’antica leguminosa da granella simile alla pianta dei ceci, più rustica, coltivata quasi sempre in terreni marginali con scarso livello di tecnica colturale, resiste alla siccità e alle basse temperature. È un legume antichissimo, ne sono state trovate tracce in siti archeologici della Mesopotamia. Mentre una volta le cicerchie erano largamente coltivate, attualmente questo legume è stato quasi dimenticato, vuoi per la sua scarsa resa vuoi per la mancanza di macchine automatizzate per la raccolta. Esiste un detto che recita “Vali come una cicerchia” e che ha una connotazione negativa nei confronti di chi è rivolto. Una volta infatti la cicerchia era un cibo povero consumato da contadini e dalle famiglie povere. La forma della cicerchia è unica, quadrangolare e molto irregolare tanto che è molto difficile trovare un seme uguale all’altro. I semi sono cuneiformi, angolosi, di colore biancastro o giallo crema. Con le cicerchie essiccate e macinate si ricava una farina che però, ai nostri tempi, è rara da trovare. Una volta si utilizzavo i semi torrefatti e macinati insieme ad altri legumi come surrogato del caffè. Le cicerchie contengono proteine, vitamine B1, B2 e B3, polifenoli, ferro, fosforo, potassio e calcio. Possono essere considerate un valido aiuto per i vegani che, rinunciando alle proteine animali, hanno bisogno di sostituirle con altre altrettanto energetiche. La semina avviene generalmente in febbraio. In luglio, quando le foglie ingialliscono e i legumi imbruniscono, le piante vengono falciate. Le piante falciate si raccolgono in mucchi e si lasciano per circa una settimana esposte al sole, affinché i baccelli completino l’essiccamento. La sgranatura viene eseguita manualmente. Con le cicerchie si possono preparare gustosissime zuppe. Viene utilizzata da sola o accompagnata con altri legumi, preferibilmente con lupini, lenticchie, orzo. Ottimo ingrediente per preparare prelibate vellutate.