Le sorbe

Gli anziani hanno ragione, le cose buone lo diventano con l’attesa, lasciando che il tempo le maturi. Il proverbio leccese ci ricorda il valore della pazienza: “cu lu tempu e cu la pagghia maturano li zorbi” (per far maturare le sorbe ci vogliono tempo e paglia). 

Le sorbe possono ormai definirsi un frutto dimenticato. Il Sorbo (Sorbus domestica) è un albero dalle foglie molto belle di colore giallo, ramato e rosa, diffuso nei boschi e sui monti, usato anche per abbellire i giardini. Viene appunto apprezzato per la produzione delle sorbe, nespole invernali, frutti carnosi con numerose proprietà benefiche. Anticamente le sorbe erano molto utilizzate nell’alimentazione quotidiana, pur non essendo immediatamente commestibili appena raccolte. Hanno infatti bisogno di essere inserite nella paglia a fermentare per renderle pronte al consumo alimentare. Venivano utilizzate come rimedio naturale contro la dissenteria e le infezioni batteriche di varia natura. Hanno un sapore amarognolo, quando raggiungono la maturazione completa, che avviene sotto la paglia, sono ottime per la preparazione di marmellate e, previa fermentazione, anche per bevande alcoliche e liquori. Assomigliano, a seconda della specie, a delle nespole o a delle mele molto piccole, di colore arancione. Contengono vitamina C e acido malico, dal sapore molto dolce. Diverse le proprietà curative attribuite a questi piccoli frutti: si sono rivelati, infatti, degli ottimi astringenti, tonici, antireumatici, antiemorragici, grazie al loro elevato contenuto di tannino. In erboristeria la polpa dei frutti maturi, per la ricchezza di agenti antiossidanti, è utilizzata per la preparazione di maschere detergenti, tonificanti indicate soprattutto per le pelli sensibili e precocemente invecchiate.

LIQUORE DI SORBE (SORBOLINO) – 300 g di sorbe; 300 g di zucchero; 0,3 l di acqua; 0,3 l di alcool. Le sorbe mature sono tagliate in quattro parti e messe a macerare in alcool. Dopo tre settimane, si prepara uno sciroppo con acqua e zucchero. Una volta raffreddato lo si unisce al resto, puntando a ottenere una gradazione di 40° circa. Il composto deve essere fatto maturare per una settimana, poi si filtra con carta apposita e si fa riposare per un paio di mesi.