Pesca percoca di Turi

Profumata, soda e dal sapore inimitabile, la percoca è un frutto che sa di estate. Viene coltivata in diverse zone della Puglia, ma la percoca “per eccellenza” è la percoca di Turi (Ba), chiamata anche percoca guardaboschi, dal soprannome del suo scopritore. Coltivata nell’agro turese già dagli anni ‘50, ha una polpa particolarmente soda e compatta, che è talmente aderente al seme centrale da dover spesso richiedere l’ausilio di un coltello per separarla. Di colorazione gialla con sfumature rosse, restituisce al palato un intenso e gradevole gusto. Una rara prelibatezza. Durante la bella stagione compare sulle tavole e nei calici a regalare attimi squisiti. Contiene buone quantità di fibre, sali minerali e vitamine (soprattutto A e C), a fronte di un basso apporto calorico. Questa varietà di pesca è apprezzata per le sue proprietà rinfrescanti e dissetanti, alle quali si unisce un’azione depurativa per l’organismo. Si tratta di pesche che vengono spesso destinate al consumo fresco. Una tipica usanza è quella di preparare una sorta di “mangia e bevi” immergendo percoche tagliate a pezzi nel vino bianco o rosso. Un ottimo compagno è il Primitivo del Salento. Il tutto si conserva in frigorifero e si consuma come una sangria, rinfrescante e dissetante: prima si beve il vino e poi si mangiano i pezzi di percoca rimasti sul fondo, ormai intrisi di vino e decisamente gustosi. Le percoche sono ottimi frutti per preparare profumatissime confetture, torte, crostate, sorbetti e budini.