IMG_4301A tre chilometri da Polignano a Mare, sulla strada per Mola di Bari, si trova l’Abbazia di San Vito, nel sito dove si vuole sorgesse la romana Apenestae, posto di sosta lungo la via Traiana: una lingua di terra protesa nel mare, alla cui estremità ancora si eleva una torre di vedetta. Già appartenente ai Benedettini di Conversano, la Badia passò ai Cistercensi nel 1266. Incorporata in un severo convento, oggi adibito ad abitazioni, la chiesa conserva, sebbene rimaneggiata più volte, l’originaria impronta dello stile romanico, a tre navate, di cui quella centrale a tre cupole. Il lavoro di costruzione dell’abbazia di San Vito, di fondazione benedettina, iniziarono nel X secolo. Nel corso del tempo, la struttura originale, ha subito diverse modifiche fino a raggiungere l’attuale aspetto, notevolmente arricchito di contaminazioni in stile barocco. Particolarmente suggestiva e scenografica è la scalinata esterna collegata al loggiato che si affaccia sul mare e la la loggia  balaustrata a cinque arcate posta sulla facciata fronte mare. Il recinto murato che IMG_4272la circonda,  delimitata da quattro torri angolari e dai porticati che, per secoli hanno accolto pellegrini provenienti da tutto il mondo per chiedere l’intercessione di San Vito, noto soprattutto come protettore dalle punture delle tarantole. Confinanti con l’Abbazia ci sono la torre costiera San Vito, per l’avvistamento e la difesa dal mare, e la masseria a torre Vecchio Ovile, per la difesa dall’ entroterra. L’Abbazia è dotata di un porticciolo naturale. Attorno all’abbazia ci sono anche vari appezzamenti di terreni dove si coltiva la Carota di Polignano che ha ottenuto il riconoscimento dei presidi Slow Food.