La chiesa di San Giorgio
La chiesa di San Giorgio

Dirimpettaia di Martina Franca, Locorotondo sorge sulla sponda opposta della Valle d’Itria a quota 410 metri, con il lato prospiciente la vallata che ha conservato praticamente intatto un ampio tratto dell’insediamento urbano di forma circolare, costituito da case a due o tre piani, sormontate dal caratteristico tetto a due spioventi, localmente detto “cummerse”. Locorotondo, dal latino locus rotundus, è un toponimo manifestamente medievale per indicare la rotondità del colle dove sarebbe poi sorto il paese. I primi insediamenti umani in Locorotondo risalgono al tempo della dominazione Bizantina, cessata nel secolo XI con l’arrivo dei Normanni conquistatori. Locorotondo fu dapprima feudo del monastero benedettino di Monopoli, successivamente dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme e infine degli Aragonesi.

Itinerario di visita

Chiesa della Madonna della Greca
Chiesa della Madonna della Greca

Le due principali tappe turistiche sono la chiesa matrice di S. Giorgio e la chiesa della Madonna della Greca. Ma il monumento più importante e più bello è senz’altro l’intero centro storico. Dalla villa Garibaldi, con vastissima e appagante veduta panoramica sulla Valle d’Itria, imboccando via Nardelli, sul lato destro si ammira la valle e sul lato sinistro si gira esternamente intorno al paese. È un ampio tratto dove l’architettura si è conservata pressoché intatta, con le case basse a due spioventi di grande effetto scenografico. Entrando nel centro storico è tutto un susseguirsi di angoli raccolti, piccoli larghi e viuzze con case imbiancate a calce, piccoli portali con profili in pietra, balconi riccamente fioriti e abbelliti da graziose inferriate. La chiesa matrice, dalla facciata neoclassica, presenta nell’alto timpano triangolare S. Giorgio che uccide il drago, opera di

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Il rosone della Chiesa della Madonna della Greca

scalpellini locali. L’interno, a tre navate separate da massicce colonne corinzie, si presenta ampio e luminoso con altari barocchi ornati da marmi policromi. Sulla sinistra la cappella del Sacramento che custodisce la “Cena di Cana”, una tela ottocentesca e un altare ricchissimo nelle sue forme barocche. Elemento unico sono le testate istoriate dei blocchi litici, che costituiscono i doppi pilastri laterali della cappella. Si tratta di 42 riquadri scolpiti in pietra viva, raffiguranti scene del Vecchio Testamento. Usciti dalla chiesa, con un ampio giro tra angoli e vedute caratteristiche, si giunge alla chiesa della Madonna della Greca, un monumento insigne con impianto a tre navate, in stile romanico-gotico probabilmente del XV secolo. La facciata, semplice e austera, viene ingentilita da un bel rosone, che però è un bel falso di realizzazione recente (1981) che riproduce il rosone della cattedrale di Acquaviva delle Fonti. La navata centrale è gotica con volte a crociera, le semicolonne che delimitano le navate hanno capitelli in pietra viva finemente lavorata. Sulla sinistra della navata centrale si possono ammirare tracce di affreschi: è quanto rimane dell’altare della Madonna della Greca.