IMG_3414Si viaggia per cercare la vita, per apprenderla, per viverla. Si viaggia seguendo un vecchio sentiero cancellato, una stella, un colpo di vento, il profumo di un fiore. Si viaggia per incontrare le persone, per arricchirsi con le diversità, per imparare. Si viaggia per amare, per perdersi, per ritrovarsi. Si viaggia per vivere. Oggi siamo a Ostuni, la città bianca. Si distende sul vertice e nelle insenature di ben sette colline che guardano l’Adriatico. Il mare dista 6 chilometri, il suo territorio è diviso in una parte bassa, tra le colline e il mare, denominata “Marina“, e in una parte alta e interna, lievemente ondulata, denominata “Selva“. Il nucleo antico, chiamato la Terra, sorge sul culmine e sui lati di una collina, isolata dalle altre. È cinto di alte mura e fiancheggiato da torrioni cilindrici, collocati agli spigoli del perimetro fortificato. Il carattere medioevale si riconosce dalle vie strette, tortuose, in forte pendio, a gradinate, fiancheggiate da alti caseggiati e sormontate, qua e là, da archi e cavalcavia. Sulla sommità del colle, tra la moltitudine delle casette bianche e a terrazze, si elevano il castello normanno, l’episcopio e la cattedrale.IMG_3393 I reperti archeologici e le epigrafi attestano l’origine messapica di Ostuni. Saccheggiata e quasi completamente distrutta durante la seconda guerra punica (216 a.C.), rimase per qualche tempo un villaggio, finché non ospitò una colonia inviata dall’imperatore Vespasiano (75 d.C.) e allora riprese l’antico ruolo di controllo del traffico terrestre e marittimo, che si svolgeva in questo versante della penisola salentina. Distrutta di nuovo nel corso della guerra gotica, risorse ancora, fortificata sull’antica acropoli, a opera dell’imperatore bizantino Basilio il Macedone (876). Dall’oriente greco Ostuni ricevette l’architettura urbana, il bianco della calce sparsa sui muri esterni delle abitazioni, le piantagioni olivate, i trappeti.

Itinerario di visita

IMG_3383Avvicinandosi a Ostuni si ha la pittoresca visione del nucleo antico, sul colle più alto, dalle case sempre accuratamente imbiancate, appoggiato ai resti delle mura e culminante con la Cattedrale.Per il corso Mazzini si sfocia nella triangolare piazza della Libertà, su cui si prospettano il grande edificio ottocentesco del Municipio, ex convento francescano, e la chiesa di S. Francesco d’Assisi. In fondo si leva la guglia di S. Oronzo, ornatissima. Salendo per le viuzze si arriva alla Cattedrale, uno dei più noti edifici sacri pugliesi per le sue singolarità costruttive. Fu edificata nella seconda metà del sec.IMG_3360 XV , in forme non facilmente classificabili, che si riallacciano alla tradizione tardo romanica, mostrano accenti gotici e preludono all’incipiente Rinascimento. Il profilo singolare della facciata, dal coronamento mistilineo sottolineato da archetti, rivela i legami con la tradizione adriatica, dalmata e veneta, pur interpretato alla maniera pugliese. Nella piazzetta antistante la Cattedrale, a sinistra e a destra, sorgono gli appartamenti del vescovo e una interessante biblioteca curiale. Addentrandosi nella città, si possono ammirare le singolari coreografie di Ostuni: ineguagliabili panorami della vallata coperta da migliaia di ulivi argentei, case addossate e sovrapposte le une alle altre, rampe di scale che scendono e IMG_3389salgono a zig-zag, strette, tortuose, affascinanti. Con strisce di cielo azzurro in alto. Vico Villanova, stradicciola a gradinata, dalle pareti bianchissime e dalle rampe linde e pittoresche. Via Villari, dove si possono ammirare un portone di stile barocco-rococò e i portali del Palazzo Ghionda (barocco settecentesco). Via Continelli, dove su un portale discreto e superbo è incisa la frase: Amuse ne ingreditor (Agli ignoranti della musica è vietato entrare). Attraverso Porta S. Demetrio ci si immette sul viale Quaranta dove si possono osservare le antiche mura, interrotte di tanto in tanto da possenti e mozzi torrioni.

Ostuni, un luogo dell’anima, più che un posto reale.